Club di Specializzazione riconosciuto dalla Federazione Ornicoltori Italiani
con presa d’atto del 20/07/2002
 
La formazione delle coppie
Per effettuare un accoppiamento definito "forzato" in quanto, per motivi di selezione, vogliamo ottenere un colore di una certa mutazione e fissarlo nel nostro ceppo di riproduttori, è opportuno, nelle specie che non presentano dimorfismo sessuale (Roseicollis, Fischeri, Personatus, Nigrigenis e Lilianae), stabilire a priori il sesso dei soggetti. Per la determinazione del sesso negli Agapornis e nei pappagalli in generale vengono usati diversi metodi.

Due solo di essi, però, danno risultati certi: il primo è il sessaggio chirurgico che deve essere eseguito dal veterinario, il secondo il sessaggio molecolare (chiamato anche “del D.N.A.” dove l’acronimo indica l’acido desossiribonucleico). Tutti i metodi di “sessaggio” sono stati ampiamente trattati nella GUIDA DEL CLUB “Come determinare il sesso negli Agapornis”, alla quale rimandiamo per approfondimenti, ma sono e saranno oggetto di altri articoli della nostra rivista e del sito.
Per l'accoppiamento “forzato” si raccomanda di scegliere soggetti giovani, più facilmente disponibili a socializzare, scartando quei soggetti troppo nervosi che si muovono a scatti e che volano da un capo all'altro della gabbia o quelli che mostrano una certa pigrizia e indolenza. Deve essere altresì impedita la riproduzione di soggetti che stanno appollaiati con il capo leggermente rientrante tra le ali e la zampa sotto il piumaggio, quasi sempre segni di malattia, o quelli troppo aggressivi che stanno con le ali aperte con il piumaggio gonfio per sembrare più grandi e che cercano sempre di attaccare briga. Si sceglieranno invece quei soggetti che si mostrano allegri, socievoli e che amano giocare. Con questi tutti gli accoppiamenti “forzati” dovrebbero dare buoni risultati. Alcuni allevatori usano formare le coppie spontaneamente inserendo un certo numero di soggetti in una volieretta.
Quando la femmina ha terminato la preparazione del nido (il maschio vi prende parte solo in rari casi) avviene l'accoppiamento vero e proprio: l'atto sessuale si ripete più volte al giorno e per diverso tempo, a cominciare da alcuni giorni (normalmente quattro-cinque) prima della deposizione del primo uovo e termina, di solito, il giorno prima della deposizione dell'ultimo uovo. La femmina invita il maschio sistemandosi sul posatoio con le ali leggermente abbassate e la testa chinata da un lato, il maschio le vola delicatamente sul dorso e inizia ad accoppiarsi protraendo l'atto sessuale per almeno 30-40 secondi. Non sono rari i casi in cui la copula dura anche diversi minuti.
In alcune specie (Nigrigenis e Personatus) l’atto sessuale può avvenire anche sul fondo della gabbia anziché sul posatoio e la femmina assume la posizione “ad aeroplano” con le ali aperte.

Piccolo vademecum per il periodo riproduttivo
 
Nidi
- mantenere l'igiene degli alloggi e degli accessori;
- disturbare il meno possibile i soggetti in riproduzione;
- somministrare quotidianamente un'alimentazione sana e fresca, possibilmente in dosi non eccessive al fine di far mangiare tutti gli elementi che compongono la razione quotidiana;
- sostituire quotidianamente l'acqua nei beverini;
- fornire acqua pulita ogni giorno per il bagno. La femmina gonfierà d'acqua le piume che così umide andranno a contatto con le uova fornendo la giusta umidità. Non spruzzare acqua direttamente sulle uova onde evitare la formazione di muffe che possono penetrare all’interno dell’uovo attraverso le porosità del guscio;
- controllare l’interno del nido solo quando la coppia si è allontanata per non disturbare i riproduttori;
- separare i novelli dai genitori non appena indipendenti;
- nella riproduzione in colonia dotare la voliera di un numero doppio di nidi rispetto alle coppie alloggiate e più punti di alimentazione e di abbeveraggio al fine di evitare “liti” anche violente.
I nidi sono fondamentali per la buona riuscita di una stagione cove.
Gli inseparabili amano costruire il nido imbottendolo con rametti di salice, erbe prative ed altro. Nelle voliere occorre metterne a disposizione un numero doppio rispetto alle coppie ospitate.
I nidi preferiti dagli inseparabili sono quelli a scatola, a sviluppo orizzontale, meglio se a doppia camera, con foro d'entrata e sportello per l'ispezione. Le misure ideali sono cm. 25 X 15 e cm. 20 di altezza.
Il nido va collocato nelle parti più riparate della voliera o esternamente alla gabbia (molte sono munite di appositi sportellini) tenendo conto che con il potente becco i soggetti più furbi possono tentare di aprire lo sportellino d'ispezione e tentare la fuga.

Come materiale d'imbottitura si può mettere a disposizione:
-muschio secco
-fieno sottile
-erbe fresche
-pezzetti di corteccia
-rametti di salice, che sono sempre i preferiti, anche con le foglie.
Quando si fanno riprodurre coppie giovani, data l’inesperienza nella costruzione del nido, per impedire che le uova vengano deposte sul legno nudo, è bene mettere sul fondo della cassettina uno strato di 3-5 cm. di fieno per conigli nani lavato e lasciato sgocciolare per una notte. Molti allevatori, peraltro, usano sempre questo accorgimento.

Il materiale fornito umido, aiuterà il mantenimento del giusto tasso di umidità che è fondamentale per una buona riuscita della schiusa soprattutto quando il clima è troppo secco. In questo caso, infatti, il guscio tende a diventare troppo duro e il pullus non riuscirà a romperlo per uscire al termine dei giorni necessari alla cova. Si può rimediare a questo inconveniente anche fornendo la bacinella per il bagno quotidiano o inumidendo con uno spruzzino le piume del petto della femmina quando questa è fuori dal nido per nutrirsi.
Mai spruzzare acqua sulle uova!!
 
 

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